Enciclopedia dei produttori
Japón · fond. 1918 · Osaka · primo «Home Cooler» 1958 · inverter 1983 · marca unica Panasonic 2008 · assorbe Sanyo 2011
Konosuke Matsushita fondò nel 1918 a Osaka l'azienda che per decenni vendette i suoi elettrodomestici con il marchio «National» in Giappone e, dagli anni sessanta, «Panasonic» all'estero. Nel marzo 1958 la divisione elettrodomestici di Kadoma iniziò a produrre un apparecchio di raffreddamento e a maggio lo mise in vendita come «Home Cooler»: fu il primo condizionatore domestico commercializzato in massa dell'industria giapponese. Fino a quel momento i dispositivi erano grandi macchine per attività commerciali; quello di National era leggero, relativamente economico e si installava nella finestra o nella parete di una stanza sia in stile occidentale sia giapponese. Con esso il condizionamento d'aria entrò nella lista dei desideri delle famiglie giapponesi, insieme all'auto e alla televisione a colori, le «tre C» degli anni sessanta.
Matsushita lanciò i suoi primi apparecchi inverter nel 1983, appena due anni dopo il pioniere di Toshiba, e iniziò nel 1985 lo sviluppo del compressore scroll, che nel 1990 diede vita al primo condizionatore d'aria al mondo con scroll compatto, più silenzioso ed efficiente rispetto al rotativo. Nel 2003 creò «nanoe», le particelle d'acqua cariche che purificano l'aria, e più tardi il sensore di presenza «Econavi». Secondo l'azienda stessa, nel 1975 fu il primo produttore giapponese di condizionatori d'aria con attività in Europa. Nel 2008 la corporazione unificò tutti i suoi marchi sotto il nome Panasonic e la storica «National» scomparve.
Il salto successivo fu Sanyo: dopo un'offerta pubblica a dicembre 2009, Sanyo fu completamente integrata ad aprile 2011, e con essa arrivarono le refrigeratrici ad assorbimento, le pompe di calore a gas (GHP) e i VRF che oggi fanno parte del catalogo commerciale di Panasonic. Nel 2009 Panasonic aveva creato in Europa un'azienda di vendita specifica per il climatizzatore (PHAAE) e da allora è cresciuta con l'aerotermia Aquarea, lo split Etherea e la conversione di tutta la gamma al refrigerante R32. Un centro di I+D in Malesia, inaugurato alla fine del 2023, sviluppa le apparecchiature per ASEAN e Europa.
In Spagna la divisione di riscaldamento e aria condizionata è cresciuta con forza nel decennio del 2010: celebrando nel 2018 il centenario dell'azienda e i 60 anni di quel primo Home Cooler, Panasonic sottolineava che il suo team spagnolo aveva aumentato del 60 % in tre anni e che la ditta aveva già prodotto 100 milioni di compressori.
National fu il nome con cui Matsushita —oggi Panasonic— vendette i suoi elettrodomestici fuori dal Giappone fino ai primi anni 2000, e in Spagna entrò acquistando una casa con quasi un secolo di storia. Nel 1973 Matsushita acquisì l'80 % delle azioni di Anglo‑Española de Electricidad, S.A., la ditta barcelonese di Gran Vía 525 che produceva radio, televisori e frigoriferi Anglo e che nel 1966 era stata la distributrice dei condizionatori Admiral. La giapponese si impegnò a mantenere la produzione locale, ma «gli apparecchi Anglo finirono per scomparire dal mercato» e l'edificio di Eduard Ferrés divenne la sede di National Panasonic in Spagna fino alla sua demolizione nel 1994.
Per quella via arrivarono i condizionatori National degli anni ’80: apparecchi da finestra e i primi split a parete giapponesi che molti installatori montarono in sostituzione dei vecchi Crolls, Carrier e Fedders. Un tecnico lo raccontava nel 2009 con la prospettiva di chi li aveva già smontati di nuovo: «per montare altre marche che oggi sono anch’esse morte come National, Edesa, Mepamsa, President, Philco, Electrolux e Westinghouse». National non era morta, in realtà: nel 2008 Matsushita unificò tutti i suoi marchi sotto Panasonic, e oggi Panasonic Heating & Cooling è una delle grandi del mercato spagnolo, con fabbrica europea di pompe di calore in Repubblica Ceca.
Per l'appassionato, un National degli anni ’80 con la tipografia rossa del logo è il pezzo che segna il cambiamento di era: il momento in cui i marchi giapponesi hanno smesso di essere importazioni esotiche e sono diventati lo standard, mentre i marchi americani e spagnoli di prima generazione scomparivano.
L'acquisto di Anglo-Española de Electricidad da parte di Matsushita nel 1973 (80 % delle azioni, impegno a mantenere la produzione, scomparsa degli apparecchi Anglo, sede di National Panasonic e demolizione dell'edificio nel 1994) è documentato nel blog Barcelofilia e nella scheda di Radiomuseum sull'azienda. La menzione di National come marchio di condizionatori installato e poi smontato in Spagna proviene dalla testimonianza di ELEUTERIO su elaireacondicionado.com (2009). Su todocoleccion non abbiamo trovato annunci spagnoli di condizionatori National; invece abbondano gli apparecchi Panasonic d'epoca nei portali di seconda mano. La scheda di Anglo di questa enciclopedia amplia la storia della società barcelonese.
Il crocevia di entrambe le fonti permette una lettura nuova: la stessa casa della Gran Vía che negli anni ’40 fabbricava compressori frigoriferi AEESA, negli anni ’60 vendeva condizionatori compatti Anglo a condensazione ad acqua e distribuiva la pompa di calore Admiral, divenne negli anni ’70 e ’80 la sede da cui si distribuivano i National giapponesi. È la sequenza completa del condizionamento d'aria in Spagna —produzione locale, importazione americana, importazione giapponese— vissuta in un unico edificio. E la testimonianza del 2009, nel raccontare National tra i marchi «morti» che sono stati smontati per mettere altri, segna la fine di quella fase: nella prima decade del 2000 i National degli anni ’80 erano già stati sostituiti da split inverter, molti dei quali Panasonic.
Cosa significa esattamente l’affermazione di Panasonic di essere «il primo produttore giapponese di aria condizionata in Europa» nel 1975 (fabbrica o filiale commerciale?) e l’anno di arrivo dei suoi split in Spagna.
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